Pakistan, Afghanistan, Kazakhstan… Sono almeno 7 i paesi asiatici il cui nome finisce per stan. Ed è qualcosa che abbiamo in comune con loro…
Pakistan, Afghanistan, Turkmenistan, Tajikistan, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Uzbekistan: sono almeno sette (8 col Kurdistan, che è un’entità federata dell’Iraq), le nazioni asiatiche i cui nomi finiscono col suffisso “stan”. Il motivo è intuibile: il suffiso -stan (o -sthan) significa posto, terra, nazione e deriverebbe dal sanscrito sthana (luogo, casa). Gli antichi indo-iraniani, insediatisi in Asia, lo usavano per indicare un luogo. Parole che terminano in -stan si trovano in numerose lingue indoeuropee, specialmente nel ramo indoiraniano: questo ramo include il sanscrito, l’hindi, l’urdu e altre lingue dell’India, del Pakistan e di altre parti dell’Asia. Meno intuitivo, invece, è il fatto che nel suffisso c’è la radice “ST”, presente anche nell’italiano Stato, nell’anglosassone State e Stand e anche nel russo -stan (che significa insediamento). Un dettaglio apparentemente insignificante che per i linguisti invece rappresenta uno dei lasciti più evidenti della lingua parlata circa settemila anni fa e chiamata lingua proto-indoeuropea che è all’origine delle lingue indoeuropee.
DA DOVE ARRIVA. Questo spiega la ragione per cui -stan ricorre spesso nella designazione di aree geografiche, nazioni o nomi di luogo in queste aree linguistiche, prevalentemente centroasiatiche. Quando il suffisso -stan si trova accanto al nome di un popolo, la parola indica la nazione in cui tale popolo vive: ecco allora che, per esempio, l’Afghanistan è “la terra degli Afghani” (riferito soprattutto all’etnia pashtun, maggioritaria nel paese), e il Kurdistan quella dei Curdi, così come il Kazakhstan è quella dei kazaki, nome che deriva dalla parola turca per “indipendente”. Il Pakistan è il luogo “dei puri” (dall’indo-iraniano “pak”, cioè puro). E se Tajiks significa “non turco”, Turkmen, al contrario, sta per “simile ai turchi”. Derivano poi da leggende locali sia il prefisso Kyrgyz, che indica il numero 40 (quante furono le tribù che si unirono per combattere gli uiguri), sia Uzbek, dedica obbligata a Uzbek Khan, il leader tribale che unì diversi gruppi della regione per formare il popolo appunto degli Uzbeki.
La località con il nome più corto. Si chiama Å (“fiume”, nelle lingue scandinave) e si trova sia in Norvegia, sia in Svezia. I cartelli stradali che le indicano devono essere spesso rimpiazzati, perché spesso i turisti tentano di rubarli (per la loro rarità). Per il più lungo, ci sono diverse candidate, ma tra le prime troviamo Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch, in Galles: il nome del comune, che vanta ben 58 lettere, è traducibile come “Chiesa di Santa Maria nella valletta del nocciolo bianco, vicino alle rapide e alla chiesa di San Tysilio nei pressi della caverna rossa”.
Se volete capire il presente studiate la geografia Trascurata a scuola. Insediata dal web. Eppure sempre più importante. Per arginare i nazionalismi e compredere l’oggi.
Tre stati sono completamente circondati da un’altra nazione. Ossia del tutto “imprigionati”, senza sbocchi sul mare, da un altro Paese (tecnicamente definiti come “enclavi”). Due si trovano nello Stivale: San Marino (nella foto) e Città del Vaticano. L’altro è il Regno del Lesotho, un’enclave nella Repubblica Sudafricana.
La Cina è circondata da 14 paesi. Se la Russia detiene il primato di stato più esteso al mondo, è la Cina quella con più paesi confinanti: sono India, Pakistan, Afghanistan, Tagikistan, Kirghizistan, Kazakistan, Mongolia, Russia, Corea del Nord, Vietnam, Laos, Myanmar, Bhutan e Nepal.